Sedie, app, droni, turbine: il Fab lab in 3d vivaio di nuovi artigiani digitali

Sedie, app, droni, turbine: il Fab lab in 3d vivaio di nuovi artigiani digitali

25 Aprile 2016,   By ,   0 Comments

È più che un mondo, è un universo intero, quello che si staglia dietro il Fab Lab inaugurato quest’anno all’interno di Cre-ta, il centro polifunzionale per la creatività giovanile che ha sede nella ex caserma San Zeno (quella ex “dei muli”). Perché limitarsi a definirlo laboratorio 3d o laboratorio digitale, non può che sminuire la portata di questo progetto che parla di futuro, di opportunità e di innovazione, non solo ai giovani, ma anche alle tante aziende del territorio che stanno imparando a conoscerne il valore e le potenzialità.

«Un Fab Lab è uno spazio a cui tutti possono accedere per progettare, sperimentare e realizzare i propri prototipi», ci spiega Massimo Bresolin, uno dei responsabili della struttura. «A guidare, gestire o, in alcuni casi, realizzare interamente i progetti, ci siamo io e Luca Marchiorello, l’altro “fabber” di Cre-ta. Questo il termine che definisce la nostra figura. Non più tecnici di laboratorio, ma veri e propri “artigiani digitali” che, grazie all’uso di stampanti 3d, macchine per il taglio laser, ma anche strumenti tradizionali, come cacciaviti e seghetti alternativi, trasformano i progetti in oggetti concreti». Cose semplici, come gli attaccapanni e i portarotolo stampati per arredare Cre-ta. Ma anche elementi molto più complessi, come pezzi di ricambio per macchinari industriali.

«Il bello dei Fab Lab è proprio questo. Al suo interno vi trova spazio qualunque progetto. E chiunque ha la possibilità di accedere a strumenti che sino a pochi anni fa erano ad uso esclusivo di grandi aziende.
C’è chi progetta e stampa in 3d sedie di design. Chi elabora app per aprire il cancello automatico di casa direttamente dallo smartphone. Chi costruisce droni o turbine per progetti scolastici. E poi ci sono le aziende che stanno man mano capendo quale immensa risorsa sia questo genere di laboratorio in cui trovano attrezzature e competenze in grado di risolvere le proprie esigenze. Perché dopo anni di standardizzazioni e catene di montaggio, ciò che le aziende vogliono adesso è qualcosa di estremamente personalizzato. Che si tratti di pezzi di ricambio o di sperimentazioni per realizzare nuovi prodotti».

«Non è semplice comprendere questo mondo. Lo vediamo ogni giorno in prima persona, quando semplicemente ci tocca spiegare a qualcuno qual è il nostro lavoro – continua Bresolin -. Ma, a ben pensarci, quello che stiamo vivendo, non è altro che l’evoluzione storica di quanto è sempre stato insito nelle nostre tradizioni produttive. Il Veneto è pieno di piccole aziende nate nel garage di casa e poi cresciute sino a diventare realtà di pregio. Quello che facciamo nei Fab Lab, uniti virtualmente in una rete globale che cresce e si arricchisce sempre più di nuove potenzialità e competenze, non è altro che quel garage lì, con l’aggiunta delle nuove tecnologie».

E in questo quadro che prende forma, i giovani e le esperienze che possono fare in questi luoghi, giocano un ruolo fondamentale. «I ragazzi che partecipano ai nostri progetti, organizzati in collaborazione con le scuole già dalle elementari, aprono una finestra nelle loro prospettive future – conclude Bresolin -. Dalla realizzazione di mini robot, alla progettazione e stampa in 3d di piccoli oggetti, sino ad elementi molto più elaborati e complessi realizzati dagli studenti delle superiori, questo aspetto culturale e divulgativo è risorsa e scopo primario, non solo del nostro, ma di ogni Fab Lab».

Ringraziamo Maria Elena Mancuso per l’articolo.

 

 

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FOTO FAB LAB (7)

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