Gli albori della comicità

Gli albori della comicità

04 marzo 2016,   By ,   0 Comments

Verso l’inizio del 900 la forma chiamata slapstick pose le basi della comicità mondiale cinematografica. Uno stile fondato su una comicità elementare che sfruttava il linguaggio del corpo. La sua grande popolarità ed il positivo riscontro economico, durante il decennio, fecero scatenare i primi lungometraggi comici, mentre la produzione di corti andò via via scomparendo. Più la durata dei film aaumentava, più complesse ed articolate si facevano le sceneggiature, i personaggi andavano assumendo caratteristiche fisiche e psicologiche sempre più marcate, la farsa cedette il passo alla commedia.

Charlie Chaplin fu senz’altro l’autore più conosciuto del genere. Durante gli anni della guerra, aveva continuato a produrre cortometraggi di gran valore con la Essanay e la Mutual Film. La sua fama era consolidata a livello internazionale, quando si unì, nel 1919 alla United Artists. Sarà con questa casa che Chaplin distribuirà tutti i suoi lungometraggi. Se molte pagine sono state scritte sul personaggio di Charlot, meno numerose sono state le analisi condotte sugli aspetti tecnici, linguistici ed espressivi del suo cinema, sul Chaplin come regista. Egli scriveva, dirigeva, interpretava, montava, produceva i suoi film e ne scriveva le musiche. Chaplin usa sporadicamente i primi piani, poco frequenti sono i tagli di montaggio. Il suo cinema non mette al centro né la regia, né il montaggio, ma l’attore. Tutto sul set deve essere predisposto affinché la sua perfomance risulti facilmente interpretabile anche ad un bambino. Questo stile lineare ed asciutto è nonostante tutto, il frutto di un lavoro meticolossimo e curato in ogni dettaglio. Chaplin arrivava a ripetere centinaia di volta una stessa scena finchè non riusciva ad eseguirla alla perfezione.

Un altro big da ricordare è sicuramente Buster Keaton che cominciò la sua carriera da solista passando alla regia dei propri film. Il suo personaggio mantiene sempre un’espressione serissima anche quando il mondo gli crolla addosso, venne per questo soprannominato Great Stone Face: “Faccia di Pietra”. Keaton fu un regista più complesso di Chaplin. Spingeva la sua comicità ai limite del surreale (e dai surrealisti fu sempre molto amato) Un costante gioco di contrasti tra il bianco e il nero, riportando tutto inuma secondo piano, tra il sogno e realtà.
Tutto girava, la società in sé era in continuo e veloce cambiamento e lui, faccia di pietra, manteneva un’espressione ferma, fissa ed immutata.
Ricordiamo Keaton anche per l’uso dell’espressione metalinguistica, oltre a fare, interpretare e produrre cinema, mise in scena tale tecnica nei film The Playhouse , Sherlock Jr. o in The Cameraman.

E ricordate, un giorno senza un sorriso, è un giorno perso =)
Charlie Chaplin