Facce da coworkers #5: Elena Da Ros

Facce da coworkers #5: Elena Da Ros

16 agosto 2017,   By ,   0 Comments

Riflettori puntati, è il caso di dirlo, su Elena Da Ros, poliedrica regista e coworker di Cre-ta

Descrivere il mondo che ci circonda attraverso immagini, parole, emozioni: Elena Da Ros, autrice, regista e motiongrapher, guarda la realtà attra verso una videocamera. E le viene benissimo, a giudicare dai suoi video: emozionanti, vibranti, geniali e diversissimi tra loro, dal coinvolegnte racconto del genio veneto per Pax Tibi ai video in stop motion, divertenti e colorati
Da sempre affascinata dalla potenza comunicativa delle immagini, Elena, coworker a Cre-ta nella primavera 2016, è alla continua ricerca di nuove forme, di nuovi racconti, di nuove storie.

Il suo percorso artistico e professionale ha inizio all’Università di Ferrara, dove si iscrive alla corso di laurea in Tecnologie della comunicazione audiovisiva e multimediale: “All’epoca non sapevo neppure accendere un PC, ma ero terribilmente affascinata da quella scatoletta magica da cui uscivano suoni ed immagini. Il mio primo cortometraggio, dal titolo “Il mercato dei sogni”, è stato girato proprio durante gli anni dell’università. In quel periodo, ebbi la fortuna di conoscere la regista e sceneggiatrice Enza Negroni, e fu proprio lei a darmi un illuminante consiglio, un incoraggiamento, dicendomi che spesso bastano una buona idea e una videocamera per realizzare un ottimo video. La presi in parola: afferrai la camera, le mie idee, e iniziai a girare la mia storia e a porre le basi della mia carriera”.

Dopo la laurea, Elena inizia a farsi conoscere partecipando ad alcuni contest nazionali, come l’MTV Identz, ed è tra i sei finalisti: “In seguito la mia carriera prende il volo a Milano, dove ho lavorato per alcune realtà importanti e dove ho imparato ad usare Flame, sistema proprietario per postproduzione e compositing video. Eravamo in pochi a saperlo utilizzare, e questa competenza specifica mi ha permesso di lavorare in molti studi. Ma Milano non faceva per me, ed è così che mi sono trasferita a Padova, dove ho seguito la regia video in uno studio di animazione e progettazione 3D.
Nello stesso periodo ho partecipato ad un contest lanciato attraverso la piattaforma Zoopa: si trattava di una campagna per il lancio del browser Google Chrome. Il mio progetto, Word Wide Wow, ha vinto il concorso, oltre ad aver ottenuto il primo premio nella sezione Zoopa al Lago Film Festival, e sulla mia idea si è basata la campagna Google. Ho partecipato anche ad altri contest, classificandomi tra le prime posizioni, e forse anche questo mi ha spinto a scegliere la strada della libera professione. Da qui, ho iniziato a collaborare con diversi studi di comunicazione della zona, dove mi sono occupata della direzione di video pubblicitari”. Tra i vari lavori, ho partecipato e vinto il bando UE Ease & See, realizzando un video in animazione in cui veniva spiegato il progetto.

Ma la regia non è l’unico progetto di Elena: da due anni ha aperto, a Cittadella, l’associazione culturale inCircolo, dove assieme ad altre persone crea connessioni tra teatro, cinema, musica.

Elena è arrivata a Cre-ta la primavera scorsa, grazie ad alcune collaborazioni che le hanno fatto conoscere la realtà: “Amo la luce, sono rimasta subito colpita dall’ambiente luminoso. Con questo non intendo solo lo spazio fisico: c’è luce perché c’è voglia di creare, c’è energia. Ci sono continui stimoli e contaminazioni tra i coworkers, ci si influenza a vicenda. Cre-ta per me è un luogo in cui creare un network di conoscenze, che ti alimenta e che ti fa crescere, professionalmente e umanamente.

Essere qui non significa semplicemente prendere in affitto una scrivania: è essere parte di una realtà, condividerne la progettualità. É darmi e darsi continui stimoli lavorativi, è creare relazioni e non semplici rapporti lavorativi, è guardare verso la stessa direzione”.

Per Cre-ta, inoltre, Elena è stata la regista di Reboot, la trasmissione web realizzata dai ragazzi del territorio bassanese: “Per Reboot ho strutturato il format e seguito la regia. É un progetto interessante, è come se ogni puntata fosse un germoglio pronto a sbocciare in un fiore. É uno stimolo, una chiave di lettura della realtà,  l’interpretazione del mondo attraverso gli occhi e i pensieri dei ragazzi”.

Noi, nel frattempo, speriamo che la luce di Elena sia ancora per lungo tempo parte della luminosità di Cre-ta.

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