Facce da coworkers #4: Extremind

Facce da coworkers #4: Extremind

19 Luglio 2017,   By ,   0 Comments

Organizzare un evento è questione di piccoli e fondamentali dettagli: ce ne parla Isaia di Extremind.

Se pensate che organizzare un evento sia una questione di poco conto, vi sbagliate di grosso: per far sì che tutto, ma proprio tutto, fili per il verso giusto, è necessario pensare e pianificare anche il più infinitesimale dei dettagli. É questo il lavoro quotidiano di Isaia Busatta, titolare di Extremind e uno dei primi coworker di Cre-ta.

“E’ dal 2005 che lavoro nel mondo del marketing e nella comunicazione, ma nel 2009 è arrivato il momento di svolta. In quell’anno, infatti, ho iniziato a lavorare come organizzatore di eventi per una rete di imprese, girando tutta l’Italia. In quel periodo ho imparato tantissimo, ho avuto la possibilità di lavorare su grandi progetti e di interfacciarmi con diversi metodi di lavoro. Ma sentivo la necessità di fare qualcosa che fosse solo mio, di mettermi alla prova con me stesso. Ed ecco che nel 2012, grazie alla vincita di un bando, nasce Extremind, la mia azienda: volevo organizzare eventi e divulgare metodologie di marketing non convenzionale soprattutto per aziende che si occupano di food & wine e non solo: volevo includere anche musica e arte, due mie grandissime passioni, e trasformarle in parte fondamentale del mio lavoro. Ecco perché ho scelto proprio questo lavoro”.
Oltre ad organizzare eventi, Isaia si occupa anche di comunicazione e di social media management: “Un altro aspetto della comunicazione che mi piace e che mi diverte tanto: dal 2013,inoltre, oltre che della strategia e della parte operativa, mi occupo anche di formazione per alcuni enti e aziende”.

Ma cosa significa, nel dettaglio, costruire e pianificare un evento?
“Il fondatore di FilmMaster, una delle più famose agenzie di organizzazzione eventi, ha definito questo mestiere il secondo più antico del mondo: da sempre l’uomo ha bisogno del contatto con i suoi simili, se ci pensiamo le processioni, i riti etc, sono sempre degli eventi, no?! É un lavoro rischioso, adrenalinico e a tratti masochista, perché è uno dei modi di comunicare più difficili. Gli elementi da mettere assieme infatti sono tantissimi e ugualmente  indispensabili: nulla può essere lasciato al caso. Un evento è come un puzzle: i dettagli sono come tantissime tessere da incastrare, e solo una combacia perfettamente con l’altra. E poi, di questo lavoro amo soprattutto il fatto che ti permette di sincronizzare le emozioni delle persone nello stesso luogo, verso lo stesso focus. Il potere dell’aggregazione è affascinante e complesso, e un evento lo mostra in tutta la sua potenza”.

Isaia pianifica ogni dettaglio seduto alla sua scrivania di Cre-ta, Extremind infatti è stata una delle prime attività ad insediarsi qui, ad inizio 2015: “Sono arrivato qui perchè abitavo  a pochi chilometri dalla sede di Cre-ta e vedevo dei lavori in corso nella vecchia caserma di San Zeno. Così ho chiesto informazioni presso il Comune, che mi ha reindirizzato agli ideatori del progetto.
Nel coworking di Cre-ta ho visto fin dall’inizio la possibilità di fare rete, ho subito cercato di rendermi disponibile e di collaborare con le persone  incontrate qui. E ciò di cui mi sono reso conto è che la co di coworking qui a Cre-ta non significa solo condivisione degli spazi, ma sta anche per collaborazione e condivisione di esperienze. Qui il valore dato alla rete è molto alto, anche quando si era all’inizio dell’avventura e la conoscenza delle figure professionali era solo superficiale. In futuro spero vivamente che questi legami diventino sempre più forti e importanti. E poi la struttura stessa è un vero e proprio centro polifunzionale, con spazi che per il mio lavoro sono utilissimi: posso creare prototipi e oggetti nel FabLab, posso ospitare eventi nell’apposita Sala, etc. Cre-ta è valorizzazione del territorio e  centro di aggregazione importante, in più se si prende in considerazione il fatto che siamo in un piccolo paese di provincia il valore sale . Un plauso quindi a chi ha saputo costruire tutto questo”.

E un plauso anche ad Isaia, che riesce ad incastrare tessere impossibili non solo nei suoi eventi, ma anche tra i coworkers.

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