Facce da Coworker #9: Chiara Brunato

Facce da Coworker #9: Chiara Brunato

19 dicembre 2017,   By ,   0 Comments

Vi presento… me: scrivo per lavoro e vi racconto il mio coworking, la mia Cre-ta

Credetemi, non è facile raccontarsi in prima persona, scrivere quello che ti ha portato fino a qui, il percorso professionale che inizia da te e porta alla scrivania sopra cui stai scrivendo. No, non è per niente un gioco da ragazzi far sì che voi, che leggete dall’altra parte dello schermo, arriviate fino in fondo, fino all’ultima parola di questo testo. Ma ci proverò.

Sono Chiara, e di solito il mio nome è quello che leggete in cima, sotto al titolo dell’articolo del blog di Cre-ta. Sono io che vi racconto chi sono i coworker e che cosa succede tra le mura della vecchia caserma.
Sono io che trovo le parole giuste per scrivere un bel testo (o almeno lo spero): le studio, le cambio, cerco i nomi e i sinonimi adatti per raccontare una storia.
Di lavoro faccio la copywriter e l’ufficio stampa. In una parola, scrivo: che cos’è e cosa fa la vostra azienda, racconto ai giornali del vostro evento, trovo le parole su misura per voi. Infatti, quelle che scegliamo per raccontare qualcosa o qualcuno hanno il potere di modificare la realtà, di cambiare l’opinione  di chi le legge. É per questo motivo che vanno selezionate con cura e che non possono essere infilate una dietro l’altra senza pensarci troppo su.
Ho sempre amato scrivere: dal tema delle superiori ai primi articoli  il passo è stato breve.
Durante l’Università muovo i primi passi nel mondo del giornalismo e inizio ad occuparmi di cronaca per un giornale locale. Ma il mondo della carta stampata, dopo due anni, inizia a starmi stretto: non voglio scrivere solo di incidenti o di politica. Voglio raccontare storie belle, ordinarie o straordinarie che siano. Mi metto allora dall’altra parte della scrivania: faccio una stage curricolare  in un piccolo ufficio stampa, dove poi inizierò a lavorare una volta ottenuta la laurea magistrale. E non paga di ciò ne faccio un altro, questa volta nella redazione di una tv locale, dove  imparo le differenza tra il giornalismo scritto e quello televisivo.  Qui capisco definitivamente che sì, scrivere è esattamente quello che voglio fare nella mia vita.
Come ho detto poche righe sopra, subito dopo la laurea inizio a collaborare con un ufficio stampa e con un’agenzia di comunicazione, dove  imparo  ad usare gli strumenti del web marketing. Non basta saper scrivere bene, è necessario avere anche delle competenze  tecniche: social, SEO e WordPress diventano il pane quotidiano, accanto ai comunicati stampa da scrivere e da mandare alle testate giornalistiche.

Il 2016 è stato l’anno della svolta: mi trasferisco a Bassano del Grappa e decido che è il momento di provare a fare da me, di iniziare a lavorare come freelance. É un volo rischioso e senza paracadute, ma devo provarci. Ad aprile  prendo la scrivania a Cre-ta, ancora dubbiosa e non del tutto convinta di aver imboccato la strada giusta.
Ora, ad un anno e mezzo di distanza posso dire che sì, questo era il sentiero che dovevo seguire. I primi mesi non sono per nulla facili: i dubbi sul ‘ce la farò mai’ ti attanagliano, ti chiedi perché hai lasciato un posto di lavoro per lanciarti nel vuoto. Poi però capisci che la tua professionalità si arricchisce, che puoi scambiare pareri e opinioni con gli altri coworkers, che l’ambiente è stimolante, che le tue competenze  crescono.

Cre-ta è un perfetto trampolino di lancio per giovani professionisti: qui incontri chi è nella tua stessa situazione e può darti consigli e aiutarti a raddrizzare il tiro (e viceversa), qui possono nascere nuove collaborazioni e progetti.  Anche questo, per me, è  lavoro: da aprile infatti sono parte dello staff di Cre-ta come coworking manager: ascolto le opinioni dei coworker, accolgo le loro iniziative e cerco di capire se e che cosa il coworking può fare per loro. E racconto chi è parte di Cre-ta nel blog, assieme agli eventi e alla vita quotidiana del nostro spazio.
Ho introdotto il mio post scrivendo che ciò che mi rende più felice è scrivere: c’ è qualcosa di più bello del raccontare  la storia di chi ti sta accanto ogni giorno, di chi vive con te le gioie e i drammi di ogni freelance?  E poi dai, tutto sommato neanche la mia è così male.
Ci siete arrivati fino in fondo? ;-)