Facce da Coworker #11: Elena Geremia

Facce da Coworker #11: Elena Geremia

13 marzo 2018,   By ,   0 Comments

Dopo una lunga esperienza all’estero, Elena ha deciso di tornare in Italia e di diventare una coworker di Cre-ta.


Dalla Cina a Cre-ta il passo è breve. O, perlomeno, così ci dice Elena Geremia, coworker dalla scorsa
estate che dopo aver vissuto a Shangai per quasi sei anni ha deciso di tornare dove è nata e
cresciuta, in terra bassanese. Elena ora è la communication manager di un importante ente fieristico
con sede in Olanda, ma la sua carriera è partita ben più lontano: “Subito dopo la laurea in lingue
orientali mi sono trasferita in Cina per uno stage di tre mesi. Terminato questo periodo, sono rimasta
a Shangai, dove ho iniziato a lavorare in ambito fieristico all’interno di un progetto di cooperazione
per un ente di Hannover. Lavoravo principalmente con l’estero, e la scalata è stata inaspettatamente
rapida: prima ricoprivo la posizione di marketing executive per i mercati esteri, poi marketing
manager e dopo ancora sales e marketing manager. Tutto questo in soli due anni. Non c’è tempo per
annoiarsi in Cina, soprattutto nella travolgente Shanghai dove i ritmi sono davvero serrati. Di
conseguenza, quindi, anche la crescita professionale può essere molto veloce”. Dopo tre anni avevo
capito che il settore degli eventi mi piaceva e dalle manifestazioni fieristiche di larga scala sono
passata, accettando la proposta di un amico, all’organizzazione di eventi di nicchia dedicati al mondo
dell’antiquariato, della gioielleria e dell’alto artigianato italiano”.

Ma l’Italia mancava un po’ troppo ad Elena: “Sapevo che non volevo restare a Shangai per tutta la
vita, e che in realtà lo stile di vita e i paesaggi della cara, vecchia Europa mi mancavano. Ma per
ritornare a casa, Elena dovrà aspettare ancora un po’ di tempo: “A fine 2015 è arrivata una proposta
che non potevo rifiutare. L’ente fieristico per cui lavoravo prima, infatti, aveva preso in appalto la
nuova edizione per il mercato cinese del Salone del Mobile di Milano e aveva bisogno di una figura
italiana che seguisse il progetto. Lavoravo nel mio Paese “adottivo”, la Cina, per un brand italiano
d’eccellenza: è stata un’esperienza professionale e personale davvero entusiasmante, e non potevo
desiderare una miglior conclusione del mio periodo a Shanghai. Quindi, dopo aver preso parte al
lancio del Salone del Mobile di Milano a Shanghai, ho deciso che era il momento di mettere in valigia
la mia esperienza in Cina e di fare finalmente rotta verso l’Italia. Nel frattempo è arrivata una nuova
proposta che pareva fatta apposta per me: l’ente fieristico con cui avevo collaborato a Shangai mi
proponeva di lavorare da remoto come communication manager e di continuare a viaggiare di tanto
in tanto. Non potevo che essere più felice: fare il lavoro che ami, senza rinunciare a viaggiare, ma
con base in Italia. Ed eccomi qui, quindi, a Cre-ta”.
Tornata in Italia era necessario trovare un luogo fisico dove lavorare: “Avevo bisogno di un ambiente
stimolante, per cui un mio amico mi ha consigliato di venire a vedere Cre-ta. C’ero già stata per un
concerto, ma non sapevo ospitasse anche un coworking. Cre-ta è un ambiente dinamico, una fucina
di talenti. Essere qui mi permette di percepire la realtà del mio territorio, da cui sono mancata per
molto tempo, e devo dire che non mi aspettavo tale fermento, un ambiente così frizzante. Da poco
ho iniziato a collaborare anche con gli altri coworker e questo mi fa sentire coinvolta, anche se non
sono una freelance. Avevo bisogno di un posto come questo, dopo Shangai: mi spaventavano i ritmi
europei, che se messi a confronto con quelli cinesi sono piuttosto lenti. Cre-ta è per me il giusto
compromesso, una realtà creativa e mai ferma, veloce, che però profuma di casa”.
O di jiā (casa o famiglia in cinese), aggiungiamo noi!