Facce da Cowoker #8: Angela Di Folco

Facce da Cowoker #8: Angela Di Folco

24 ottobre 2017,   By ,   0 Comments

Scopriamo Angela e il suo progetto Darkness is my favorite color, dove il nero vuol dire tutto tranne che oscurità.

Pochi gradini di legno scuro , una libreria che fa da separè et voilà, si entra in un mondo che profuma di vernice e di caffè, un mondo che solo apparentemente è  solo in bianco e nero.

In cima alla scala, in quell’angolo di Cre-ta che lei stessa ha ribattezzato “La Picccionaia”, ci aspetta Angela Di Folco. Frangetta scura e occhi sorridenti, Angela è il volto- o meglio, la mano- dietro a Darkness is my favorite color, che è molto più di un nome: è un universo intero che racchiude l’opera e il pensiero dell’artista. “Per me arte è poesia- spiega Angela -É necessità, è una forma di espressione a cui non posso sottrarmi. Penso che il periodo più lungo in cui non ho dipinto sia stato di una settimana”.

Se è vero, come suggerisce il nome stesso, che Angela predilige l’utilizzo del nero delle sue opere, lo è altrettanto il fatto che il nero non è inteso come sinonimo di oscurità: “Darkness is my favorite color è una considerazione che deriva dal fatto che uso sempre il nero nelle mie opere, ma per me non è un colore . Piuttosto, per me il nero è sintesi: l’utilizzo del colore è quasi ridotto al nero, pigmento capace di rappresentare in modo esaustivo l’essenza delle cose. Se, tuttavia, il nero rappresenta l’assenza di luce e rimanda al vuoto e al mistero, dall’altra parte nell’oscurità è possibile trovare l’origine di tutto, il caos non inteso come male, ma come un’essenza che può essere modellata ed esplorata per dar vita a ciò che vogliamo.”

Angela continua spiegando da dove deriva il nome: “é nato tutto in una sera d’estate. Dovevo dare una definizione al mio lavoro, e l’ispirazione è nata da un libro, una pubblicazione di opere dal nome Blood is my favorite color, di Saturno Butto. Per me era perfetto”. Ma se il nero è il protagonista assoluto del mondo di Angela, non è detto che il colore sia sempre assente: “Mi capita di usare anche i colori,  ma non sono mai al centro dell’opera: troppi colori per me mi inquietano (ride, ndr.)”.

Angela spazia dagli acquerelli all’inchiostro, dalla tela alla ceramica. E proprio con quest’ultima è nato un nuovo, felice amore: “Ho affrontato la ceramica a scuola, ma l’ho sempre guardata in maniera sinistra. In seguito, grazie a diverse esperienze, ho riscoperto questo materiale e ho continuato ad utilizzarlo. Diciamo che con la ceramica non è stato un colpo di fulmine, piuttosto un lungo corteggiamento…l’ho circumnavigata, l’ho osservata sospettosa e poi, una volta arrivato il momento giusto,  mi ha conquistata”.

É a Cre-ta che Angela dipinge le sue  opere e il suo mondo: “ é una seconda casa, se non addirittura la prima. é un ambiente stimolante, in cui ci si dà una mano e dove le competenze si incrociano: posso chiedere ai grafici un parere, ai programmatori un aiuto, ai social media manager e ai copywriter una revisione sui testi. In più, ho iniziato ad utilizzare anche la stampante laser del nostro Fab Lab. Insomma, Cre-ta è esattamente quello di cui avevo bisogno quando ero alla ricerca di uno studio…che sia stato un regalo divino?!”.

Che si sia trattato di un dono dal cielo non lo sappiamo,ma di certo le scalette che salgono verso la Piccionaia danno accesso ad un mondo in cui il nero è tutto fuorché spaventoso. É un nero che solo Angela sa dipingere, è un nero che se lo guardi bene ti ci perdi, ma senza aver paura.

www.angeladifolco.com/